La cornice che sognavano da grandi per una notte da... rivali. Francesco Pio, il più piccolo, guiderà venerdì l’attacco dell’Inter. Sebastiano, il più grande, sarà il perno della fase offensiva del Cagliari. Carissimi fratelli ma rivali per un paio d’ore, in un confronto che vale molto per entrambi. I nerazzurri devono confermarsi dopo due vittorie consecutive in tappe impegnative (contro Roma e Como) evitando di scivolare su un ostacolo teoricamente più abbordabile perché invischiato nella lotta salvezza. Per contro i sardi hanno centrato un fondamentale successo con la Cremonese, sono a +6 dai grigiorossi e dal Lecce oggi affiancate al terzultimo posto, ma la fatidica quota 40 che dovrebbe sancire l’obiettivo raggiunto resta a sette lunghezze.
I destini degli Esposito sembrano, in questa stagione, un’altalena in cui i due fratelli seguono percorsi inversamente proporzionali. Sale uno e scende l’altro, o viceversa. A lungo Pio è stato il più osannato dei due, è certamente positiva la sua prima annata nel massimo campionato, per di più subito catapultato in una formazione di vertice. Deve però scrollarsi di dosso le insicurezze recenti, il rigore sbagliato in Bosnia e la brutta prestazione a Como, dove Chivu lo ha sostituito dopo un’ora abbondante passata senza riuscire a cavare un ragno dal buco, poco aiutato da una prestazione d’insieme non scintillante dell’Inter.
Per contro il fratello maggiore è diventato un perno del Cagliari. Pisacane gli ha sempre dato fiducia e finora è stato ripagato con 7 gol in stagione (6 in campionato e 1 in Coppa Italia) più altri 6 propiziati dai suoi assist. Va a bersaglio da due partite consecutive e conosce il Meazza sia da giocatore di casa, avendoci segnato con la maglia dell’Inter, che da avversario: ha infatti colpito i nerazzurri quando era all’Empoli, non esultando e prendendosi l’applauso del suo vecchio pubblico. All’ultimo Mondiale per club, con la rosa degli attaccanti ridotta all’osso, Chivu gli ha dato la chance di giocare con l’Inter, ma non ha ricevuto le risposte che voleva. In più il contratto in scadenza dopo un solo anno e le tante esperienze vissute in prestito suggerivano di cercare fortuna altrove. Così ha fatto, trovando a Cagliari una situazione ideale.
Oggi è complicato pensare che i due, compagni di squadra negli Stati Uniti (dove Pio si consacrò), possano ritrovarsi presto come compagni di squadra. Potrebbe forse accadere qualora Sebastiano dovesse fare talmente bene da suggerire al prossimo ct una chiamata in nazionale, dove Spalletti aveva pensato di convocarlo durante il suo impiego da selezionatore. Il fratello minore è uno di quelli da cui, molto probabilmente, si ripartirà per lasciarsi alle spalle tre qualificazioni mondiali fallite.
2026-04-15T07:17:54Z