FEDERICA BRIGNONE E BANCA GENERALI: 16 ANNI DI FIDUCIA CHE VALGONO ORO

Un evento speciale al Teatro Gerolamo di Milano ha celebrato il sodalizio tra la campionessa olimpica e la sua banca partner, ripercorrendo un percorso straordinario fatto di vittorie, cadute e rinascite

C'è un filo d'oro che da sedici anni lega Federica Brignone a Banca Generali. Qualcosa di simile a quello che tiene insieme le persone nei momenti che contano davvero: nei trionfi, certo, ma soprattutto nelle cadute. E di cadute, Federica ne sa qualcosa. Il primo aprile scorso, al Teatro Gerolamo di Milano — uno dei teatri storici più amati della città — questo legame è stato celebrato con un evento esclusivo dal titolo "Fiducia e talento per l'eccellenza", davanti a una platea di appassionati emozionati. Sul palco, la campionessa olimpica più titolata dello sci italiano, il fratello e allenatore Davide, e una serie di ospiti d'eccezione. Il risultato? Una serata che, nelle parole dell'attore e regista Giorgio Pasotti, «sembrava un film perfetto, in cui la realtà ha superato la fiction».

Una storia iniziata nel 2010

Era il 2010 quando Banca Generali, terza private bank italiana, scelse una giovane Federica Brignone come propria testimonial. All'epoca fu una scommessa, oggi si direbbe una visione straordinaria. Infatti, nel corso di questi sedici anni, Brignone è diventata la sciatrice italiana più vincente di sempre, con un palmarès che fa girare la testa: due Coppe del Mondo Generali (2020 e 2025), cinque Coppe del Mondo di Specialità, 37 vittorie e 85 podi iridati, a cui si aggiungono cinque medaglie mondiali (2 ori e 3 argenti). A raccontare questa storia con una metafora suggestiva è stato Mario Berruto, ex commissario tecnico della nazionale italiana di pallavolo: parafrasando il film di Roberto Benigni, ha definito questo sodalizio «la tigre, il leone e la neve». Tre elementi distinti, tre forze diverse, ma capaci di convivere in perfetta armonia.

Un viaggio di successi insieme

A spiegare il senso profondo di questo rapporto è stato l'amministratore delegato di Banca Generali, Gian Maria Mossa: «Non è mai stata una sponsorizzazione o un contratto, ma un percorso di vita insieme, un viaggio di straordinari successi e anche di momenti difficili: sempre percorsi fianco a fianco, senza ripensamenti e con grande entusiasmo».

Mossa ha poi sottolineato i valori che rendono Brignone una figura così rappresentativa per la banca: «Mi piace l'impatto, la determinazione che ha dietro una grande resilienza e anche la responsabilità nello sport, verso i tifosi, verso se stessa e verso la sua famiglia. Gli stessi valori che sono anche le fondamenta del nostro mestiere». E ha aggiunto, con un'immagine potente: «Il Leone è simbolo di protezione e sicurezza, è quello che protegge il branco nei momenti difficili. Questa immagine ci rappresenta molto bene e rappresenta al meglio anche questa lunga relazione di fiducia».

La tigre sul casco e i due ori olimpici

Il cuore della serata è stato il racconto diretto, emozionante, a tratti inaspettatamente intimo di Federica Brignone. La campionessa ha ripercorso l'ultimo anno con sincerità, senza nascondere né la paura né la sorpresa di fronte alla propria forza.

Tutto inizia nell'aprile del 2025, quando un grave infortunio mette a rischio non solo la partecipazione alle Olimpiadi di Milano-Cortina, ma l'intera carriera. Per una sciatrice abituata a costruire ogni gara su una preparazione minuziosa, quasi maniacale, fermarsi o rallentare sembrava impossibile. Eppure è successo qualcosa di inatteso. «Quello che più mi ha sorpreso è stata la mia reazione dopo l'infortunio: per natura ho bisogno di estrema preparazione e di estremo lavoro per sentirmi pronta ad affrontare le gare e invece ho accettato quello che è accaduto e sono riuscita a reagire in maniera proattiva, in un modo per me totalmente inaspettato», ha raccontato sul palco, visibilmente commossa.

Sul casco, già da qualche tempo, portava disegnata una tigre. L'aveva scelta nel 2023, ai Mondiali di Méribel, pensando che potesse essere la sua ultima stagione. Come spesso accade con i simboli più potenti, la realtà aveva deciso di prenderla in parola, ma in senso completamente opposto. Quella tigre è diventata il segno di una rinascita. L'8 febbraio, durante la discesa libera, arriva la prima qualifica. Poi, uno dopo l'altro, i due ori olimpici: in Slalom Gigante e Super G. Due vittorie che riscrivono la storia dello sci alpino italiano e che consacrano definitivamente Federica Brignone come la più grande di sempre.

Oltre le piste: un impegno condiviso

Quello tra Federica Brignone e Banca Generali non è solo un sodalizio sportivo. Nel corso degli anni, il loro rapporto si è esteso ben oltre le piste da sci, traducendosi in iniziative concrete a favore dell'ambiente e del territorio, costruite insieme alla rete di professionisti della banca. Un modello di partnership che guarda alla comunità e al futuro: esattamente come ha sempre fatto Federica, anche quando il futuro sembrava incerto.

2026-04-15T15:48:41Z